
Affermare che la connessione autentica e intensa con la natura non possa avvenire in città significa sostenere la necessità di allontanarsi dai centri urbani per rinnovare la Biofilia, che è quel sentimento di attrazione e amore per la vita, innato nell’essere umano ma che ha bisogno di essere alimentato, come fosse il fuoco di un camino, e allenato.
È vero che la città è rumorosa e che ci sono innumerevoli stimoli artificiali che distolgono la nostra attenzione, lasciandoci poco spazio per sperimentare con i sensi gli elementi naturali che comunque incontriamo anche nei centri urbani.
Tuttavia, allenando il muscolo dell’attenzione possiamo vivere istanti intensi, gioiosi e vivificanti, anche nella concitazione delle vite urbane.
Sono parentesi di meraviglia che ci aiutano a ritrovare centratura, a rallentare la velocità della mente iper stimolata e a riconnetterci anche con la nostra natura. Piccole riserve di bellezza che aiutano a calmare la mente, facilitano l’ampliamento dello sguardo, a volte anche l’accesso a qualche intuizione che trova il modo di emergere alla coscienza e che sarà casomai rielaborata in seguito dalla mente pensante.
Proprio in questi giorni di fine ottobre e inizio novembre nei cieli delle città è visibile uno spettacolo naturale che è un’ottima occasione di allenamento del muscolo dell’attenzione: gli stormi di uccelli che si preparano alle migrazioni.
Gli storni, in particolare, sono affascinanti per le coreografie che mettono in scena, stupefacenti per velocità, senso di occupazione dello spazio, geometrie e per coordinazione silenziosa.
Queste coreografie sono efficacissime anche per tenere a bada i predatori, come corvi e rapaci, che puntano alla moltitudine di prede disponibili e cercano di separarle, creando scompiglio.
Eppure, gli storni si compattano e anzi vanno all’attacco, tutti insieme, il collettivo danzante diventa una creatura altra che si difende e allontana i predatori.
La forza dell’unione, l’intelligenza del gruppo.
Mi affascina osservare questo spettacolo della natura che comunica bellezza, creatività, anche astuzia.
E’ una contemplazione ipnotica, mi accorgo che su di me ha questo effetto incantatore, come se questi uccelli seguissero le note di una sinfonia muta, e infatti osservandoli da lontano nelle loro evoluzioni viene da muovere la testa ritmicamente, come quando si ascolta la musica.
La poetessa americana Mary Oliver, vincitrice del premio Pulitzer nel 1983, nelle sue creazioni poetiche ha posato lo sguardo pieno di curiosità, ammirazione e autentica passione per la natura, lasciandoci magnifici testi da scoprire e frequentare con assiduità.
Proprio qualche giorno fa ho ritrovato una poesia di Oliver dedicata agli storni, che propongo qui anzitutto in lingua originale (riferimenti all’edizione americana nelle note).
Con umiltà e consapevolezza che tradurre poesia è qualcosa che richiede profonda conoscenza dell’opera dell’autore oltre che padronanza dell’idioma e del linguaggio poetico, tutte doti che non possiedo, a parte il grande amore che ho per la poetica di Oliver, ho voluto tradurla perché mi sembra molto risonante con le riflessioni che propongo qui.
Rimando invece, per una lettura più ampia dell’opera di Mary Oliver, al volume “Primitivo Americano”, curato da Paola Loreto, uscito per i tipi di Giulio Einaudi Editore nel 2023.
Purtroppo, Oliver è poco tradotta in italiano, ma questo volume le rende finalmente giustizia ed è un piccolo tesoro da tenere sempre sul comodino per letture e riletture ricorrenti e ispiranti.
Starlings in Winter
by Mary Oliver
Chuncky and noisy,
but with stars in their black
feathers,
they spring from the telephone
wire
and instantly
they are acrobats
in the freezing wind.
And now, in the theatre of air,
they swing over buildings,
dipping and rising;
they float like one stippled star
that opens,
becomes for a moment
fragmented,
then closes again;
and you watch
and you try
but you simply can’t imagine
how the do it
with no articulated instruction,
no pause,
only the silent confirmation
that they are this notable thing,
this wheel on many parts, that
can rise and spin
over and over again,
full of gorgeous life.
Ah, world, what lessons you
prepare for us,
even in the leafless winter,
even in the ashy city.
I am thinking now
Of grief, and of getting past it;
I feel my boots
Trying to leave the ground,
I feel my heart
pumping hard. I want
to think again of dangerous and
noble things.
I want to be light and frolicsome.
I want to be improbable
Beautiful and afraid of nothing
As though I had wings.

Storni in inverno
di Mary Oliver
(traduzione di Elena Cadelli)
Gracchianti e rumorosi,
con piccole stelle tra le nere piume,
spiccano il volo dai cavi del telefono
e d’improvviso
sono come acrobati
nel gelido vento.
Dentro il teatro d’aria,
ondeggiano sopra gli edifici,
scendono e risalgono;
fluttuano come piccola stella
che si dischiude,
si frantuma per un istante,
quindi ancora si richiude;
E tu guardi
e provi invano ad immaginare,
come facciano,
senza alcuna istruzione esplicita,
nessuna pausa,
solo la conferma muta
che sono qualcosa di così straordinario.
Una ruota di molte parti, che
si solleva e volteggia,
ancora e ancora,
traboccante di vita meravigliosa.
Oh, mondo, quante lezioni
hai in serbo per noi
anche nell’inverno immobile
anche nella città grigia.
Penso ora
alla sofferenza, a come superare la sofferenza;
sento i miei stivali
che provano a staccarsi da terra,
sento il mio cuore
battere forte. Voglio
pensare di nuovo a qualcosa di pericoloso e
nobile.
Voglio sentirmi leggera e spensierata.
Voglio essere improbabile,
bella e senza paura di nulla,
come avessi le ali.

Bibliografia e approfondimenti
La poesia “Starlings in Winter” di Mary Oliver è pubblicata in:
Owls and Other Fantasies by Mary Oliver
Beacon Press, 2006
Edizioni italiane delle opere di Mary Oliver
Mary Oliver
“Primitivo Americano”
A cura di Paola Loreto
Testo a fronte
Giulio Einaudi Editore, 2023
Per approfondimenti sugli storni e sulle loro raffinate e complesse formazioni coreografiche si veda questo articolo del National Geographic:
https://www.nationalgeographic.it/il-mistero-delle-coreografie-degli-storni
Per approfondimenti sulla Biofilia e sugli ambiti di studio, ricerca e applicazione della Psicologia ambientale e cognitiva e dell’Ecologia Affettiva:
Introduzione alla biofilia – La relazione con la Natura tra genetica e psicologia
Giuseppe Barbiero, Rita Berto
Carocci Editore, 2016
"La via più chiara per penetrare nell'universo passa per l'intrico di una foresta" (John Muir)












